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Black & White operative system


-= L' Open Source =-

 

B&Wos sarà un sistema operativo completamente freeware e per la precisione OPEN SOURCE. Quest' ultimo termine più che un modo di fare designa una filosofia di vita la quale afferma che L' INFORMAZIONE DEVE ESSERE LIBERA.

 

Intro

Le regole di Open Source

I vantaggi di Open Source

Un nuovo modello economico

La storia di Open Source

The Open Source Definition

Link

 

 

 

 

 

Per la guida sull' open source ringraziamo l' autore Blue Bottazzi

 

 

Open Source è una rivoluzione: un modo nuovo di concepire la creazione e la distribuzione del software e un inedito modello commerciale che potrebbe avere, e suppongo probabilmente avrà, echi notevoli nello sviluppo dell’informatica.
La “rivoluzione” di Open Source si è sviluppata parallelamente a quella di Internet, con il quale ha più di una analogia: entrambi i movimenti si sono evoluti con il contributo degli utenti, portando a risultati imprevisti e imprevedibili, ed entrambi sono risultati (in ordine cronologico) inattesi, sottovalutati, avversati, studiati e infine considerati dalle grandi aziende tradizionali.
E per sovrapprezzo aggiungete che in qualche modo Internet stesso può essere considerato un prodotto di Open Source.

 

    Le regole di Open Source

Le regole di Open Source sono semplici, e si presentano all’apparenza come una carta dei diritti dell’utente del software:
1) l’utente ha il diritto di accesso al codice originale e completo del software che utilizza;
2) ha il diritto di modificare il software, anche per creare nuovi programmi;
3) ha il diritto di fare copie del programma originale e di distribuirle.
Una regola accessoria ma essenziale è che la licenza di Open Source si estende al nuovo software che viene in questo modo creato.
Se a prima vista le regole dell’Open Source possono apparire permeate di utopia da hacker, nella realtà costituiscono al contrario un nuovo ed efficace modello economico di distribuzione del software e un potente mezzo di sviluppo informatico.
La proposta Open Source nasce da diverse considerazioni. La prima è di carattere accademico: i destinatari primi del modello Open Source sono state le strutture universitarie, abituate per impostazione mentale e ai fini dello sviluppo scientifico e tecnologico, alla libera condivisione delle informazioni. Studenti e docenti sono abituati a lavorare a progetti comuni, a scambiarsi codice e a modificarlo.
Mal volentieri la comunità degli hacker (definizione: “uno che ami programmare e a cui piaccia essere bravo a farlo”- Richard Stallman) accetta le limitazioni a cui sono sottoposti dal software commerciale. Se un sistema ha un difetto l’hacker cerca di aggiustarlo, se c’è un limite cerca di superarlo. Se il driver di una stampante è incapace di fornire una funzione determinante al proprio lavoro, l’hacker vuole modificare il codice del driver per renderlo più efficace.
Inoltre considerazioni di carattere scientifico: la mancata trasmissione delle conoscenze provoca l’inaridirsi della ricerca. Un mondo di utenti che utilizzi un solo sistema operativo proprietario e dipenda dai programmi che gli vengono messi a disposizione è un mondo destinato a non svilupparsi e progredire, così come sarebbe stata la comunità scientifica se le nuove idee nel campo della chimica e della fisica fossero sistematicamente state tenute segrete. Pensate a Newton che anziché comunicare la sua legge della gravitazione universale avesse preferito vendere consulenze all’esercito per mettere a punto i cannoni.
Infine, importantissime, considerazioni di carattere economico: esiste una metafora ricorrente nei manifesti Open Source, quella delle leggi e degli avvocati. La legislatura è libera da copyright, le leggi possono essere liberamente consultate, utilizzate e diffuse, e così pure la giurisprudenza che nasce dal lavoro di brillanti legali. Gli avvocati non hanno diritti d’autore sulle sentenze e sull’uso che se ne farà nella legislazione, ma ciò nonostante la categoria degli avvocati è una delle più ricche nel mondo occidentale.
I programmatori non si arricchiscono facilmente con il modello commerciale tradizionale, proprietario. Le software house nascono e chiudono, e sono per lo più destinate al fallimento. I casi in cui riescono sono una minoranza. Robert Young (vedi oltre) paragona la situazione a quella dei cercatori d’oro della California del XIX secolo: molti cercavano ma pochissimi si arricchivano. I pochissimi che trovavano una vena funzionavano da attrattiva per gli altri, come nel caso del vincitore di una lotteria. Così i programmatori cercano di lavorare e distribuire software proprietario sulla visione del successo di poche aziende come Microsoft, più che su un modello effettivamente redditizio.

    I vantaggi di Open Source

Quali vantaggi avrebbe uno sviluppatore di software a distribuire il proprio lavoro attraverso le regole dell’Open Source? In questi dieci anni i vantaggi sono stati enormi. Linux è un sistema operativo compatibile con Unix, il cui successo si fa in questi giorni esponenziale, fino al punto di essere il sistema operativo più utilizzato dai server web, ben davanti alla posizione ottenuta da Windows NT di Microsoft. Windows NT è costato molti anni e milioni di dollari alla software house più ricca del mondo. Linux è stata creato nel 1991 ad uso personale dallo studente finlandese Linus Torvald allo scopo di poter far girare un sistema operativo Unix sul proprio PC 386. Il lavoro su Linux è stato integrato da una quantità di utenti del sistema operativo stesso nel corso di questi anni, ed oggi ha attratto il software di case del calibro di Corel, Sun, Netscape e l’hardware di IBM stessa. Linux è il più frequentemente aggiornato e corretto sistema operativo al mondo, ed esistono diverse distribuzioni commerciali ben funzionanti di esso.
Il già citato Robert Young di Red Hat (l’azienda di maggior successo commerciale nella distribuzione di Linux) porta l’esempio di Grant Günther e della sua Empress Software. Günther decise di utilizzare per la propria azienda il sistema operativo Linux, ma aveva necessità di utilizzare i dischi Zip, che Linux non prevedeva. Günther dedicò per quello scopo qualche giorno a creare un driver per far funzionare il disco Zip, per il proprio bisogno individuale, e in quel modo quel driver entrò a far parte del sistema operativo. Se Red Hat, o qualsiasi altra azienda commerciale, avesse dovuto commissionare quel lavoro alla Empress Software avrebbe dovuto sborsare qualche decina di migliaia di dollari. Invece il driver è in questo modo, “open source”, disponibile all’intera comunità del nuovo sistema operativo, oltretutto con il codice a disposizione di chi lo voglia migliorare, e questo senza che il suo autore abbia dovuto lavorare per filantropia.

    Un nuovo modello economico

In pratica scrivere un programma Open Source offre la garanzia all’autore, se si tratta di un buon programma, di usufruire del lavoro e dell’assistenza di una quantità di altri programmatori, esperti ed ed entusiasti sparsi per il mondo. Chiunque ha il diritto di distribuire quel programma, ma l’autore avrà pur sempre la possibilità di installare ai propri clienti un programma assai più perfetto di quanto avrebbe mai potuto creare, e di farsi pagare per questo e per l’assistenza. Molte aziende di successo sono nate attorno all’Open Source. Red Hat Software è un enorme distributore di una versione completa di Linux a cui ha assegnato il proprio nome. Red Hat raccoglie i più utili programmi per Linux, li completa con un installer il più possibile semplice da utilizzare e li fornisce all’utente finale come prodotto completo e funzionante.
Caldera è un altro distributore molto popolare soprattutto fra le aziende. Cygnus si occupa di assistenza e offre con il suo software un contributo determinante allo sviluppo di Linux, per esempio con la creazione di un popolare compilatore.
Oltre ai grandi nomi di chi ha “vinto la lotteria” ci sono migliaia di programmatori che offrono consulenza alle aziende che utilizzano Linux, selezionando, perfezionando o creando dal nulla il software a seconda dei bisogni.
Infine esistono fondazioni, la più nota delle quali è la Free Software Foundation con il proprio programma GNU, che lavorano allo sviluppo del free software solo per supporto alla riuscita dell’idea.

    La storia di Open Source

La Free Software Foundation costituisce la scintilla da cui l’intera cosa nota come Open Source ha preso l’avvio. Come fa notare il suo creatore, il folcloristico Richard Stallman, che è al tempo stesso un ottimo programmatore, un guru per la comunità degli hacker, un filosofo e decisamente una lucida mente di visionario, il software nelle istituzioni accademiche è sempre stato libero. Nel 1984 Stallman, oppresso dai limiti che il software proprietario stava portando alla comunità dei programmatori, decise di mettere in piedi il progetto GNU per la creazione di un sistema operativo che fosse al tempo stesso libero e migliore degli altri. Al tempo stesso enunciò i principi del Free Software (“free” come libero, non necessariamente come gratis), che sono quelli su cui si ancora oggi si basa il modello Open Source. Il contratto GPL (Licenza Pubblica Generale GNU) è il più efficace e universale applicabile al software libero.
Il kernel del sistema operativo GNU ancora oggi non esiste, ma sono stati creati tutti quei programmi che hanno rivestito il Linux di Torvald e che si trovano in ogni distribuzione del sistema operativo. In particolare da GNU sono stati creati, fra gli altri, Emacs (uno straordinario editor) e recentemente Gnome, un’interfaccia grafica per Linux che quando sarà terminata dovrebbe competere con quella di sistemi operativi come il Mac OS.
Stallman ha anche coniato il termine Copyleft in alternativa a Copyright, perché lascia il diritto di copia (“copy right”) nelle mani dell’utente.
La posizione di Stallman ha creato molta simpatia nella comunità degli hacker, specie dalla disponibilità di Linux in avanti, ma non è risultata altrettanto popolare nelle aziende tradizionali, in cui la perdita dei diritti sul proprio codice suona come una posizione antieconomica.
Anche per questo motivo quando alcune aziende cominciarono ad interessarsi alle possibilità aperte dal modello del free software (per esempio Netscape) Eric Raymond e Bruce Perens misero assieme la Open Source Definition che oltre a rendere un poco più flessibile il punto di vista sulle licenze, sostituiva la parola “free” con quella “open”.

 

The Open Source Definition


Open Source non significa solamente accesso al codice sorgente. I termini di distribuzione di un programma open-source devono rispettare i criteri seguenti.

1. Libera ridistribuzione
La licenza non può limitare nessuna delle parti nella vendita o nella fornitura di software come componente di una distribuzione di software aggregati, contenente programmi provenienti da fonti diverse. La licenza non può richiedere il pagamento di una royalty o di diritti per tale rivendita.

2. Codice sorgente
Il programma deve includere il codice sorgente, e deve consentire la distribuzione sia sotto forma di codice sorgente sia in forma compilata. Nei casi in cui un prodotto non venga distribuito con il codice sorgente, deve esserci la possibilità, ben pubblicata, di scaricare il codice sorgente via Internet senza costi aggiuntivi. Il codice sorgente deve essere la forma privilegiata in cui in programmatore modificherà il programma. Codice sorgente deliberatamente nascosto non è ammesso. Forme mediate, come l'output di un preprocessore non sono ammesse.

3. Prodotti derivati
La licenza deve consentire l'attuazione di modifiche e di prodotti derivati, consentendo inoltre la loro distribuzione sotto gli stessi termini di licenza del software originale.

4. Integrità del codice sorgente dell'autore
La licenza può imporre limitazioni sulla distribuzione del codice sorgente in forma modificata solamente se la licenza consente la distribuzione di file “patch” insieme al codice sorgente con lo scopo di modificare il programma durante l'esecuzione del build. La licenza deve consentire esplicitamente la distribuzione di software realizzato a partire dal codice sorgente modificato. La licenza può richiedere che i prodotti derivati portino un nome o un numero di versione diverso dal software originale.

5. Nessuna discriminazione verso singoli o gruppi
La licenza non deve porre discriminazioni verso qualsiasi persona o gruppo di persone.

6. Nessuna discriminazione verso campi di applicazione
La licenza non deve porre limitazioni sull'uso del programma in un particolare campo di applicazione. Per esempio, non può impedire l'uso del programma in una azienda o per la ricerca genetica.

7. Distribuzione della licenza
I diritti allegati al programma devono applicarsi a tutti coloro a cui viene ridistribuito il programma, senza la necessità di applicare una licenza supplementare per queste parti.

8. La licenza non deve essere specifica per un prodotto
I diritti allegati al programma non devono dipendere dal fatto che il programma faccia parte di una distribuzione particolare. Se il programma viene estratto da tale distribuzione e usato o distribuito nei termini della licenza del programma, tutte le parti a cui il programma viene ridistribuito devono avere gli stessi diritti garantiti in occasione della distribuzione originale del software.

9. La licenza non deve contaminare gli altri programmi
La licenza non deve porre limitazioni su altro software che venga distribuito insieme con il software in licenza. Per esempio, la licenza non deve asserire che tutti gli altri programmi distribuiti sullo stesso supporto devono essere software open source. 10. Conformità della licenza e della certificazione Qualsiasi programma che faccia uso di licenze certificate come conformi alla Open Source Definition può utilizzare il marchio registrato Open Source, e il codice sorgente può essere dichiarato esplicitamente di pubblico dominio. Nessun altro programma o licenza è certificato per fare uso del marchio registrato Open Source.
(Le informazioni seguenti non sono parte della Open Source Definition e possono subire variazioni nel corso del tempo).
La GNU GPL, la LGPL, la licenza BSD, la licenza X Consortium, l'Artistic, la MPL e la QPL sono esempi di licenze che consideriamo conformi alla Open Source Definition. Per sottoporre a certificazione una licenza, scrivere a certification@opensource.org. Incoraggiamo caldamente l'utilizzo di licenze già certificate dall'elenco precedente, dal momento questo consente l'uso del marchio Open Source senza bisogno di sottoporre a revisione la licenza.

 

Link

 

http://www.gnu.org/home.it.html (GNU Non è Unix! - il Progetto GNU e la Free Software Foundation)

http://www.opensource.org (Open Source Initiative OSI)

http://www.linux.org (Sito riguardante il sistema operativo open source più famoso al mondo)




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